<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>
	Commenti a: CRASHKURS &#8211; Il mondo è troppo ricco per il capitalismo	</title>
	<atom:link href="https://anatradivaucanson.it/critica-delleconomia/crashkurs-il-mondo-e-troppo-ricco-per-il-capitalismo/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://anatradivaucanson.it/critica-delleconomia/crashkurs-il-mondo-e-troppo-ricco-per-il-capitalismo</link>
	<description>Rivista di critica sociale</description>
	<lastBuildDate>Mon, 18 Dec 2023 06:41:39 +0000</lastBuildDate>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>
	<item>
		<title>
		Di: Massimo Maggini		</title>
		<link>https://anatradivaucanson.it/critica-delleconomia/crashkurs-il-mondo-e-troppo-ricco-per-il-capitalismo/comment-page-1#comment-2495</link>

		<dc:creator><![CDATA[Massimo Maggini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Dec 2023 06:41:39 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://anatradivaucanson.it/?p=825#comment-2495</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://anatradivaucanson.it/critica-delleconomia/crashkurs-il-mondo-e-troppo-ricco-per-il-capitalismo/comment-page-1#comment-2484&quot;&gt;Mike&lt;/a&gt;.

Concordo. O, meglio, ha senso per il &quot;commercio&quot; mercantile a cui accennavo, perchè permette di fatto di abbattere i costi con un rendimento più soddisfacente dal punto di vista della resa economica e di tempo (e, da quando il tempo è diventato denaro, le due cose vanno sempre di pari passo :-))
Ancora un saluto e auguri anche a te]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://anatradivaucanson.it/critica-delleconomia/crashkurs-il-mondo-e-troppo-ricco-per-il-capitalismo/comment-page-1#comment-2484">Mike</a>.</p>
<p>Concordo. O, meglio, ha senso per il &#8220;commercio&#8221; mercantile a cui accennavo, perchè permette di fatto di abbattere i costi con un rendimento più soddisfacente dal punto di vista della resa economica e di tempo (e, da quando il tempo è diventato denaro, le due cose vanno sempre di pari passo :-))<br />
Ancora un saluto e auguri anche a te</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Mike		</title>
		<link>https://anatradivaucanson.it/critica-delleconomia/crashkurs-il-mondo-e-troppo-ricco-per-il-capitalismo/comment-page-1#comment-2484</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mike]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Dec 2023 01:46:49 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://anatradivaucanson.it/?p=825#comment-2484</guid>

					<description><![CDATA[P.S.: Per farti un altro esempio di commercio degradato, nella fattispecie artigianato locale, le ultime volte che sono stato in Sicilia, in luoghi diversi e distanti, speravo di gustarmi finalmente una granita a limone come si deve, invece: granita fatta con le polverine, con liofilizzato. Con tutti i limoni che ci sono lì ancora attaccati al loro albero! Al che mi lamento con una pasticcera mentre cerco di rifarmi in una pasticceria, e lei, d&#039;origine marocchina sposata con un siciliano, mi conferma che appunto tante sono fatte con polverine liofilizzate. Tutto questo è assurdo, non c&#039;ha nessun senso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>P.S.: Per farti un altro esempio di commercio degradato, nella fattispecie artigianato locale, le ultime volte che sono stato in Sicilia, in luoghi diversi e distanti, speravo di gustarmi finalmente una granita a limone come si deve, invece: granita fatta con le polverine, con liofilizzato. Con tutti i limoni che ci sono lì ancora attaccati al loro albero! Al che mi lamento con una pasticcera mentre cerco di rifarmi in una pasticceria, e lei, d&#8217;origine marocchina sposata con un siciliano, mi conferma che appunto tante sono fatte con polverine liofilizzate. Tutto questo è assurdo, non c&#8217;ha nessun senso.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Mike		</title>
		<link>https://anatradivaucanson.it/critica-delleconomia/crashkurs-il-mondo-e-troppo-ricco-per-il-capitalismo/comment-page-1#comment-2483</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mike]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Dec 2023 01:30:41 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://anatradivaucanson.it/?p=825#comment-2483</guid>

					<description><![CDATA[Caro Massimo, dimenticavo: un caro saluto pure da parte mia! E Buone Feste! Michele]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Massimo, dimenticavo: un caro saluto pure da parte mia! E Buone Feste! Michele</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Mike		</title>
		<link>https://anatradivaucanson.it/critica-delleconomia/crashkurs-il-mondo-e-troppo-ricco-per-il-capitalismo/comment-page-1#comment-2482</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mike]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Dec 2023 01:27:11 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://anatradivaucanson.it/?p=825#comment-2482</guid>

					<description><![CDATA[... &quot;Commercio&quot; nel senso più ampio e naturale, spontaneo, innato, possibile di scambio di beni e servizi tra persone, famiglie, genti, società, e anche con intermediari (ma non troppi!!!)... Insomma qualcosa di più vicino possibile alla &quot;economia informale&quot;. Per fare un esempio: quante persone non hanno affatto bisogno di comprare un SUV da tenere sempre chiuso in un garage e da sfoggiare per andarsi a prendere un caffé al bar dietro casa, nel fine settimana? Magari quelle stesse persone potrebbero spendere i propri soldi in mille altri modi, ottenendo beni e servizi che il mercato attulmente non ti offre, perché è tutto centrato sui grandi numeri, sulle economie di scala e sui profitti di grande scala. Ovvero, per esempio: poter trovare una caffettiera fatta per durare almeno 10 anni, piuttosto che essere progettata e prodotta in modo che devi buttarla via dopo nemmeno qualche mese, dicasi obsolescenza programmata o qualità scadente di tutto. Oppure vuoi dei mobili fatti su misura da un falegname. Oppure un ritratto a olio, un dipinto, o una scultura da un artista non di fama mondiale, ma che ti dà qualcosa di originale. Oppure frutta e verdure di stagione e locali, a chilometri zero, o anche a chilometri 1000, ma che abbiano un sapore e sostanza. Eccetera.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230; &#8220;Commercio&#8221; nel senso più ampio e naturale, spontaneo, innato, possibile di scambio di beni e servizi tra persone, famiglie, genti, società, e anche con intermediari (ma non troppi!!!)&#8230; Insomma qualcosa di più vicino possibile alla &#8220;economia informale&#8221;. Per fare un esempio: quante persone non hanno affatto bisogno di comprare un SUV da tenere sempre chiuso in un garage e da sfoggiare per andarsi a prendere un caffé al bar dietro casa, nel fine settimana? Magari quelle stesse persone potrebbero spendere i propri soldi in mille altri modi, ottenendo beni e servizi che il mercato attulmente non ti offre, perché è tutto centrato sui grandi numeri, sulle economie di scala e sui profitti di grande scala. Ovvero, per esempio: poter trovare una caffettiera fatta per durare almeno 10 anni, piuttosto che essere progettata e prodotta in modo che devi buttarla via dopo nemmeno qualche mese, dicasi obsolescenza programmata o qualità scadente di tutto. Oppure vuoi dei mobili fatti su misura da un falegname. Oppure un ritratto a olio, un dipinto, o una scultura da un artista non di fama mondiale, ma che ti dà qualcosa di originale. Oppure frutta e verdure di stagione e locali, a chilometri zero, o anche a chilometri 1000, ma che abbiano un sapore e sostanza. Eccetera.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Massimo Maggini		</title>
		<link>https://anatradivaucanson.it/critica-delleconomia/crashkurs-il-mondo-e-troppo-ricco-per-il-capitalismo/comment-page-1#comment-2458</link>

		<dc:creator><![CDATA[Massimo Maggini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Dec 2023 21:07:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://anatradivaucanson.it/?p=825#comment-2458</guid>

					<description><![CDATA[In risposta a &lt;a href=&quot;https://anatradivaucanson.it/critica-delleconomia/crashkurs-il-mondo-e-troppo-ricco-per-il-capitalismo/comment-page-1#comment-2424&quot;&gt;Mike&lt;/a&gt;.

ciao Mike,
&quot;Non siamo affatto troppi&quot;. Sono del tutto d&#039;accordo con te: il problema così spesso sollevato della &quot;sovrappopolazione&quot; è l&#039;ennesima distrazione di massa, e l&#039;ennesimo capro espiatorio.
Sono un po&#039; meno d&#039;accordo con la ricetta secondo la quale avremmo solo bisogno - immagino per &quot;salvarci&quot;, per vivere meglio, per stare bene o che altro - di &quot;praticare con fiducia nel prossimo un minimo di cooperazione&quot;. Ho come il sospetto che il problema sia un attimo più complesso :-), e che occorra anche qualche altro passaggio. Fra l&#039;altro, credo che un po&#039; ovunque gran parte dell&#039;umanità si muova, già ora, con fiducia nel prossimo nell&#039;ambito di una qualche forma di cooperazione (soprattutto, penso, nei paesi &quot;a basso reddito&quot;, diciamo così, dove predomina quella che chiamano &quot;economia informale&quot; - in pratica l&#039;arte di arrangiarsi - e si vive parecchio alla giornata).
Ancor meno riesco a condividere il tuo ottimismo, che manifesti con l&#039;affermazione &quot;quindi andrà a finire bene&quot; - che fra l&#039;altro mi ricorda uno slogan patetico di non molto tempo fa... :-)
Purtroppo siamo ben lontani dal poter fare una simile affermazione, ed anzi, se si volesse essere realisti, ci sarebbe da sostenere proprio il contrario. Ma noi non siamo così realisti, ci piace sognare (coi piedi per terra) e diciamo che i giochi non sono ancora fatti, la partita non è conclusa e la storia può riservarci ancora molte sorprese (in tutti i sensi, lo so, ma cerchiamo di esserci attivamente, al suo interno, e provare a determinarne gli esiti, per quanto possibile). Magari poi si scopre che avevi ragione tu, chissà, e tutto, in effetti, &quot;è andato bene&quot;. Vedremo...
Infine, non capisco tanto bene quel tuo discorso sul &quot;commercio&quot; che dovrebbe prosperare contro una società &quot;mercantile&quot;. Evidentemente dai un significato diverso ed antagonista a queste due parole, generalmente usate invece come sinomini. Ma mi sfugge qualcosa, magari riuscirai a chiarimelo tu, se ne avrai voglia.
Dunque, torno a contare le mie perline colorate (ogni tanto ne ho comprate anche io, lo ammetto :-) ) e ti mando un caro saluto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In risposta a <a href="https://anatradivaucanson.it/critica-delleconomia/crashkurs-il-mondo-e-troppo-ricco-per-il-capitalismo/comment-page-1#comment-2424">Mike</a>.</p>
<p>ciao Mike,<br />
&#8220;Non siamo affatto troppi&#8221;. Sono del tutto d&#8217;accordo con te: il problema così spesso sollevato della &#8220;sovrappopolazione&#8221; è l&#8217;ennesima distrazione di massa, e l&#8217;ennesimo capro espiatorio.<br />
Sono un po&#8217; meno d&#8217;accordo con la ricetta secondo la quale avremmo solo bisogno &#8211; immagino per &#8220;salvarci&#8221;, per vivere meglio, per stare bene o che altro &#8211; di &#8220;praticare con fiducia nel prossimo un minimo di cooperazione&#8221;. Ho come il sospetto che il problema sia un attimo più complesso :-), e che occorra anche qualche altro passaggio. Fra l&#8217;altro, credo che un po&#8217; ovunque gran parte dell&#8217;umanità si muova, già ora, con fiducia nel prossimo nell&#8217;ambito di una qualche forma di cooperazione (soprattutto, penso, nei paesi &#8220;a basso reddito&#8221;, diciamo così, dove predomina quella che chiamano &#8220;economia informale&#8221; &#8211; in pratica l&#8217;arte di arrangiarsi &#8211; e si vive parecchio alla giornata).<br />
Ancor meno riesco a condividere il tuo ottimismo, che manifesti con l&#8217;affermazione &#8220;quindi andrà a finire bene&#8221; &#8211; che fra l&#8217;altro mi ricorda uno slogan patetico di non molto tempo fa&#8230; 🙂<br />
Purtroppo siamo ben lontani dal poter fare una simile affermazione, ed anzi, se si volesse essere realisti, ci sarebbe da sostenere proprio il contrario. Ma noi non siamo così realisti, ci piace sognare (coi piedi per terra) e diciamo che i giochi non sono ancora fatti, la partita non è conclusa e la storia può riservarci ancora molte sorprese (in tutti i sensi, lo so, ma cerchiamo di esserci attivamente, al suo interno, e provare a determinarne gli esiti, per quanto possibile). Magari poi si scopre che avevi ragione tu, chissà, e tutto, in effetti, &#8220;è andato bene&#8221;. Vedremo&#8230;<br />
Infine, non capisco tanto bene quel tuo discorso sul &#8220;commercio&#8221; che dovrebbe prosperare contro una società &#8220;mercantile&#8221;. Evidentemente dai un significato diverso ed antagonista a queste due parole, generalmente usate invece come sinomini. Ma mi sfugge qualcosa, magari riuscirai a chiarimelo tu, se ne avrai voglia.<br />
Dunque, torno a contare le mie perline colorate (ogni tanto ne ho comprate anche io, lo ammetto 🙂 ) e ti mando un caro saluto.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Mike		</title>
		<link>https://anatradivaucanson.it/critica-delleconomia/crashkurs-il-mondo-e-troppo-ricco-per-il-capitalismo/comment-page-1#comment-2424</link>

		<dc:creator><![CDATA[Mike]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Dec 2023 05:23:05 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://anatradivaucanson.it/?p=825#comment-2424</guid>

					<description><![CDATA[Il mondo è troppo ricco per il capitalismo e: 
NON SIAMO TROPPI: SIAMO GIGANTI.

Al di là delle statistiche che ci dicono che in tutto il mondo il tasso di incremento della popolazione è in diminuzione, ove di più e ove di meno, ma comunque in diminuzione, pensare che i miliardi di persone che popolano la Terra siano riducibili a un problema chiamato erroneamente e forse anche in malafede &quot;sovrappopolazione&quot; significa avere una mente pigra e troppo piccola per contenere la complessità che ci circonda. Non siamo affatto troppi. Con un minimo di cooperazione, le singole società, i singoli gruppi sociali, le famiglie, le persone che popolano questo mondo, possono fare grandi cose. Gli esseri umani non sono cooperativi come gli insetti, come le api, le formiche e le termiti. Ma nessuno ci ha mai chiesto tanto. Né ieri, cioè in passato, tanto meno domani o oggi. Perché mai dovremmo fare qualcosa che non è nella nostra natura? Perché mai noi tutti dovremmo sforzarci di essere ciò che non siamo? Non siamo insettoidi, senza nulla togliere agli insetti veri e alle loro meravigliose gesta quotidiane.
 
L&#039;umanità di oggi avrebbe bisogno solo di praticare con fiducia nel prossimo un minimo di cooperazione, mentre per il resto, e ce ne è a sufficienza per il proprio ego abnorme, ognuno di noi può benissimo farsi gli affari propri e fare a modo suo. In questo senso NOI TUTTI POSSIAMO FARE GRANDI COSE, COSE DA GIGANTI. Non siamo nani sulle spalle dei giganti, cioè di tutte le generazioni e generazioni di uomini e donne che ci hanno preceduto. Noi tutti siamo dei giganti. E NON SIAMO AFFATTO TROPPI. Se siamo miliardi anziché milioni ci sarà un motivo, non di certo perché &quot;copuliamo troppo&quot;. Mentre per mani troppo avide e menti inaridite non basterebbe nemmeno un pianeta a testa. Andrà bene, forse non per me, ma per le nuove generazioni andrà bene. Non c&#039;è spazio per le cose senza senso. Quindi andrà a finire bene.

Noi tutti non abbiamo bisogno né di eroi, né di santi, né di genii, né di sacrifici, né di resilienza o di altri sforzi inutili e parole vuote. Sì, a volte sono necessari anche i santi, gli eroi, i geni e gli sforzi e la resilienza, ma non ora che siamo così numerosi, miliardi. È necessario un piccolo sforzo di cooperazione, ma da parte di tutti. Ancora una volta: non c&#039;è spazio per le cose senza senso. Né ora né mai. Se vogliamo che il commercio prosperi, prima di tutto dobbiamo far prosperare le persone, e quindi le famiglie, l&#039;unità di base di tutte le società, attualmente miseramente a senso unico &quot;mercantile&quot;, in tutto il mondo.

Altrimenti, cari paladini dell’industria per l’industria, i vostri beni e servizi, le vostre perle di vetro colorato con cui un tempo si barattavano schiavi nell&#039;Africa Nera, finirà che nessuno potrà più comprare le vostre mirabolanti mercanzie. Sarebbe ora di sbarazzarsi della schiavitù una volta per tutte. Voi parolai della libera impresa, voi dite alla gente che se non vendete perline colorate in grandi quantità, che chiamate &quot;crescita economica&quot;, finirà che non potrete comprare per voi e per noi (che siamo noi? un peso morto?) abbastanza gas, petrolio e materie prime per i vostri &quot;bisogni&quot;.
Ma vi siete mai chiesti di quante cose voi, e tutti noi, potremmo fare a meno? Vi siete mai resi conto di quanta spazzatura producete? Guardate bene cosa avete comprato, pure voi: vi hanno venduto immondizia. A forza di vendere perline di vetro colorato rimasti fregati anche voi dall&#039;immensa truffa delle perline. ...E io, a chi vendo le mie perline di vetro colorato se non a una società che non c&#039;è più, annientata e atomizzata in un&#039;infinità di semplici individui? Solo individui, niente di più, merce. E una società che non c’è più.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mondo è troppo ricco per il capitalismo e:<br />
NON SIAMO TROPPI: SIAMO GIGANTI.</p>
<p>Al di là delle statistiche che ci dicono che in tutto il mondo il tasso di incremento della popolazione è in diminuzione, ove di più e ove di meno, ma comunque in diminuzione, pensare che i miliardi di persone che popolano la Terra siano riducibili a un problema chiamato erroneamente e forse anche in malafede &#8220;sovrappopolazione&#8221; significa avere una mente pigra e troppo piccola per contenere la complessità che ci circonda. Non siamo affatto troppi. Con un minimo di cooperazione, le singole società, i singoli gruppi sociali, le famiglie, le persone che popolano questo mondo, possono fare grandi cose. Gli esseri umani non sono cooperativi come gli insetti, come le api, le formiche e le termiti. Ma nessuno ci ha mai chiesto tanto. Né ieri, cioè in passato, tanto meno domani o oggi. Perché mai dovremmo fare qualcosa che non è nella nostra natura? Perché mai noi tutti dovremmo sforzarci di essere ciò che non siamo? Non siamo insettoidi, senza nulla togliere agli insetti veri e alle loro meravigliose gesta quotidiane.</p>
<p>L&#8217;umanità di oggi avrebbe bisogno solo di praticare con fiducia nel prossimo un minimo di cooperazione, mentre per il resto, e ce ne è a sufficienza per il proprio ego abnorme, ognuno di noi può benissimo farsi gli affari propri e fare a modo suo. In questo senso NOI TUTTI POSSIAMO FARE GRANDI COSE, COSE DA GIGANTI. Non siamo nani sulle spalle dei giganti, cioè di tutte le generazioni e generazioni di uomini e donne che ci hanno preceduto. Noi tutti siamo dei giganti. E NON SIAMO AFFATTO TROPPI. Se siamo miliardi anziché milioni ci sarà un motivo, non di certo perché &#8220;copuliamo troppo&#8221;. Mentre per mani troppo avide e menti inaridite non basterebbe nemmeno un pianeta a testa. Andrà bene, forse non per me, ma per le nuove generazioni andrà bene. Non c&#8217;è spazio per le cose senza senso. Quindi andrà a finire bene.</p>
<p>Noi tutti non abbiamo bisogno né di eroi, né di santi, né di genii, né di sacrifici, né di resilienza o di altri sforzi inutili e parole vuote. Sì, a volte sono necessari anche i santi, gli eroi, i geni e gli sforzi e la resilienza, ma non ora che siamo così numerosi, miliardi. È necessario un piccolo sforzo di cooperazione, ma da parte di tutti. Ancora una volta: non c&#8217;è spazio per le cose senza senso. Né ora né mai. Se vogliamo che il commercio prosperi, prima di tutto dobbiamo far prosperare le persone, e quindi le famiglie, l&#8217;unità di base di tutte le società, attualmente miseramente a senso unico &#8220;mercantile&#8221;, in tutto il mondo.</p>
<p>Altrimenti, cari paladini dell’industria per l’industria, i vostri beni e servizi, le vostre perle di vetro colorato con cui un tempo si barattavano schiavi nell&#8217;Africa Nera, finirà che nessuno potrà più comprare le vostre mirabolanti mercanzie. Sarebbe ora di sbarazzarsi della schiavitù una volta per tutte. Voi parolai della libera impresa, voi dite alla gente che se non vendete perline colorate in grandi quantità, che chiamate &#8220;crescita economica&#8221;, finirà che non potrete comprare per voi e per noi (che siamo noi? un peso morto?) abbastanza gas, petrolio e materie prime per i vostri &#8220;bisogni&#8221;.<br />
Ma vi siete mai chiesti di quante cose voi, e tutti noi, potremmo fare a meno? Vi siete mai resi conto di quanta spazzatura producete? Guardate bene cosa avete comprato, pure voi: vi hanno venduto immondizia. A forza di vendere perline di vetro colorato rimasti fregati anche voi dall&#8217;immensa truffa delle perline. &#8230;E io, a chi vendo le mie perline di vetro colorato se non a una società che non c&#8217;è più, annientata e atomizzata in un&#8217;infinità di semplici individui? Solo individui, niente di più, merce. E una società che non c’è più.</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Massimo Maggini		</title>
		<link>https://anatradivaucanson.it/critica-delleconomia/crashkurs-il-mondo-e-troppo-ricco-per-il-capitalismo/comment-page-1#comment-26</link>

		<dc:creator><![CDATA[Massimo Maggini]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Sep 2017 20:19:23 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://anatradivaucanson.it/?p=825#comment-26</guid>

					<description><![CDATA[credo che l&#039;obiezione &quot;se non lo Stato chi?&quot; abbia senso, pero&#039; letta come &quot;se non un&#039;organizzazione sociale gestita collettivamente e dal basso, capace di decidere e pianificare l&#039;esistente, chi?&quot;. In altre parole, non deve essere necessariamente lo Stato, per come lo abbiamo conosciuto sino ad oggi, il soggetto, cioe&#039; il &quot;protagonista&quot; principale di questo scenario. La forma-Stato e&#039; legata a doppio filo, storicamente e ideologicamente, al capitale, tanto da rappresentarne una delle funzioni piu&#039; importanti. Essa non e&#039; democratica perche&#039; non puo&#039; esserlo, non e&#039; &quot;socialmente equa&quot; ne&#039; puo&#039; essere gestita &quot;dal basso&quot; perche&#039; e&#039; strutturalmente nata per supportare il cammino dell&#039;accumulazione, non per garantire non dico la felicita&#039;, ma solo qualche misero diritto ai proletari (se lo ha fatto, e&#039; stato solo in funzione del suo scopo originario, cioe&#039; creare le condizioni materiali e disciplinari per spianare quanto possibile la strada al capitalismo). 
Tuttavia, in una societa&#039; complessa il problema della gestione non volontaristica e non meramente locale si pone. Credo si debba e si possa cominciare a pensare seriamente, anche nei suoi risvolti pratici, un &quot;pubblico non statuale&quot;, come diceva qualcuno tempo fa, quindi una gestione condivisa e non piu&#039; guidata dalle esigenze dell&#039;accumulazione capitalistica della cosa pubblica, della terra comune, possibilmente in armonia con il mondo e non piu&#039; in antagonismo con esso trattandolo da mero oggetto manipolabile e sfruttabile a nostro piacimento. Kurz ancora una volta, come gia&#039; sai, dice qualcosa di sensato e stimolante su questo argomento, sia pur in forma piuttosto contratta e sintetica. Questo il link, per chi volesse leggere il breve testo per intero: http://francosenia.blogspot.it/2015/10/il-tabu-della-pianificazione.html

ps: il partito, come forma rigida e di fatto speculare all&#039;organizzazione statuale, e&#039; altrettanto poco adatto a gestire questo passaggio]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>credo che l&#8217;obiezione &#8220;se non lo Stato chi?&#8221; abbia senso, pero&#8217; letta come &#8220;se non un&#8217;organizzazione sociale gestita collettivamente e dal basso, capace di decidere e pianificare l&#8217;esistente, chi?&#8221;. In altre parole, non deve essere necessariamente lo Stato, per come lo abbiamo conosciuto sino ad oggi, il soggetto, cioe&#8217; il &#8220;protagonista&#8221; principale di questo scenario. La forma-Stato e&#8217; legata a doppio filo, storicamente e ideologicamente, al capitale, tanto da rappresentarne una delle funzioni piu&#8217; importanti. Essa non e&#8217; democratica perche&#8217; non puo&#8217; esserlo, non e&#8217; &#8220;socialmente equa&#8221; ne&#8217; puo&#8217; essere gestita &#8220;dal basso&#8221; perche&#8217; e&#8217; strutturalmente nata per supportare il cammino dell&#8217;accumulazione, non per garantire non dico la felicita&#8217;, ma solo qualche misero diritto ai proletari (se lo ha fatto, e&#8217; stato solo in funzione del suo scopo originario, cioe&#8217; creare le condizioni materiali e disciplinari per spianare quanto possibile la strada al capitalismo).<br />
Tuttavia, in una societa&#8217; complessa il problema della gestione non volontaristica e non meramente locale si pone. Credo si debba e si possa cominciare a pensare seriamente, anche nei suoi risvolti pratici, un &#8220;pubblico non statuale&#8221;, come diceva qualcuno tempo fa, quindi una gestione condivisa e non piu&#8217; guidata dalle esigenze dell&#8217;accumulazione capitalistica della cosa pubblica, della terra comune, possibilmente in armonia con il mondo e non piu&#8217; in antagonismo con esso trattandolo da mero oggetto manipolabile e sfruttabile a nostro piacimento. Kurz ancora una volta, come gia&#8217; sai, dice qualcosa di sensato e stimolante su questo argomento, sia pur in forma piuttosto contratta e sintetica. Questo il link, per chi volesse leggere il breve testo per intero: <a href="http://francosenia.blogspot.it/2015/10/il-tabu-della-pianificazione.html" rel="nofollow ugc">http://francosenia.blogspot.it/2015/10/il-tabu-della-pianificazione.html</a></p>
<p>ps: il partito, come forma rigida e di fatto speculare all&#8217;organizzazione statuale, e&#8217; altrettanto poco adatto a gestire questo passaggio</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: giuseppe		</title>
		<link>https://anatradivaucanson.it/critica-delleconomia/crashkurs-il-mondo-e-troppo-ricco-per-il-capitalismo/comment-page-1#comment-24</link>

		<dc:creator><![CDATA[giuseppe]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Aug 2017 15:20:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://anatradivaucanson.it/?p=825#comment-24</guid>

					<description><![CDATA[...naturalmente il Partito Comunista Internazionale il soggetto !]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8230;naturalmente il Partito Comunista Internazionale il soggetto !</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: gengiss		</title>
		<link>https://anatradivaucanson.it/critica-delleconomia/crashkurs-il-mondo-e-troppo-ricco-per-il-capitalismo/comment-page-1#comment-22</link>

		<dc:creator><![CDATA[gengiss]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jun 2017 14:51:00 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://anatradivaucanson.it/?p=825#comment-22</guid>

					<description><![CDATA[Così Kurz immaginava la pianificazione economica:
&quot;E&#039; tempo che i movimenti sociali riscoprano la questione della pianificazione sociale. Questa non funziona secondo &quot;modelli&quot; particolari, ma solamente su grande scala sociale, ivi incluse le infrastrutture. Lo Stato, rispetto a questo, sarebbe come una volpe a guardia del pollaio, in quanto è soltanto l&#039;istanza di collegamento degli interessi privati del mercato. E&#039; stato per questo che è fallito il socialismo reale, come pianificazione burocratica statale del mercato. Il compito che ci aspetta consiste in una pianificazione sociale globale del flusso di risorse che vada al di là del mercato, dello Stato e delle ristrettezze nazionali o regionali. Attualmente, quasi nessuno vuole pensare a questo.&quot;
Nessuno lo vuole pensare, forse perché è impensabile... Una pianificazione senza Stato, manco nazionale ma addirittura mondiale ! Una perfetta &quot;utopia letale&quot; come direbbe Formenti, in stile post-operaista.
L&#039;analisi della crisi economica e i fini da raggiungere sono condivisibili... ma i mezzi devono essere realistici, se vogliamo una soluzione per tutti e non ribellioni individuali (peraltro rispettabilissime). La situazione non è cambiata molto da tempi dei comunismi e delle social-democrazie (non per nulla demonizzate dai neo-liberali): per cambiare le regole economiche, occorre accedere alla stanza dei bottoni dello Stato, unico strumento che finora si è dimostrato efficace per imbrigliare/superare il capitalismo. Per superare la proprietà privata dei mezzi di produzione, la concorrenza, la globalizzazione, la finanziarizzazione, l&#039;austerità, il precariato, il taglio dei servizi pubblici, il consumismo ecc... occorrono LEGGI ad hoc, leggi che può emanare e far rispettare solo uno Stato (e chi altri?).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Così Kurz immaginava la pianificazione economica:<br />
&#8220;E&#8217; tempo che i movimenti sociali riscoprano la questione della pianificazione sociale. Questa non funziona secondo &#8220;modelli&#8221; particolari, ma solamente su grande scala sociale, ivi incluse le infrastrutture. Lo Stato, rispetto a questo, sarebbe come una volpe a guardia del pollaio, in quanto è soltanto l&#8217;istanza di collegamento degli interessi privati del mercato. E&#8217; stato per questo che è fallito il socialismo reale, come pianificazione burocratica statale del mercato. Il compito che ci aspetta consiste in una pianificazione sociale globale del flusso di risorse che vada al di là del mercato, dello Stato e delle ristrettezze nazionali o regionali. Attualmente, quasi nessuno vuole pensare a questo.&#8221;<br />
Nessuno lo vuole pensare, forse perché è impensabile&#8230; Una pianificazione senza Stato, manco nazionale ma addirittura mondiale ! Una perfetta &#8220;utopia letale&#8221; come direbbe Formenti, in stile post-operaista.<br />
L&#8217;analisi della crisi economica e i fini da raggiungere sono condivisibili&#8230; ma i mezzi devono essere realistici, se vogliamo una soluzione per tutti e non ribellioni individuali (peraltro rispettabilissime). La situazione non è cambiata molto da tempi dei comunismi e delle social-democrazie (non per nulla demonizzate dai neo-liberali): per cambiare le regole economiche, occorre accedere alla stanza dei bottoni dello Stato, unico strumento che finora si è dimostrato efficace per imbrigliare/superare il capitalismo. Per superare la proprietà privata dei mezzi di produzione, la concorrenza, la globalizzazione, la finanziarizzazione, l&#8217;austerità, il precariato, il taglio dei servizi pubblici, il consumismo ecc&#8230; occorrono LEGGI ad hoc, leggi che può emanare e far rispettare solo uno Stato (e chi altri?).</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
		<item>
		<title>
		Di: Il mondo è troppo ricco per il capitalismo		</title>
		<link>https://anatradivaucanson.it/critica-delleconomia/crashkurs-il-mondo-e-troppo-ricco-per-il-capitalismo/comment-page-1#comment-21</link>

		<dc:creator><![CDATA[Il mondo è troppo ricco per il capitalismo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 May 2017 10:36:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://anatradivaucanson.it/?p=825#comment-21</guid>

					<description><![CDATA[[&#8230;] Crediamo che il messaggio di questo articolo, breve e sintetico ma quanto mai denso ed efficace, meriti di essere ancora una volta fatto circolare.1 [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] Crediamo che il messaggio di questo articolo, breve e sintetico ma quanto mai denso ed efficace, meriti di essere ancora una volta fatto circolare.1 [&#8230;]</p>
]]></content:encoded>
		
			</item>
	</channel>
</rss>
