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	Commenti a: Decrescenti, ancora uno sforzo&#8230;!	</title>
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	<link>https://anatradivaucanson.it/critica-delleconomia/decrescenti-ancora-uno-sforzo</link>
	<description>Rivista di critica sociale</description>
	<lastBuildDate>Mon, 12 Sep 2022 20:03:49 +0000</lastBuildDate>
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		<title>
		Di: il mondo è troppo ricco per il capitalismo		</title>
		<link>https://anatradivaucanson.it/critica-delleconomia/decrescenti-ancora-uno-sforzo/comment-page-1#comment-1948</link>

		<dc:creator><![CDATA[il mondo è troppo ricco per il capitalismo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Sep 2022 20:03:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[[&#8230;] 1. Cf. L’economia della “ciambella”: come rendere operativa la sostenibilità , dove ancora una volta si intravede nella ingannevole proposta di “sviluppo sostenibile”, del tutto interna al sistema, la panacea dei mali della società capitalistica. Una nota a parte, a questo proposito, merita, crediamo, il pensiero della decrescita. Nella sua versione “grillina” o comunque istituzionalizzata, rappresenta senz’altro l’ennesimo utile contributo al mantenimento dello status quo. Tuttavia, al suo interno ci sono probabilmente aspetti potenzialmente molto eversivi per il sistema, da non sottovalutare e anzi da guardare con attenzione. Sulla decrescita e le sue potenzialità, cf. Recuperare il concetto di limite, e anche Che cos’è la Decrescita e Uscire dall’economia. Prove di dialogo fra Decrescita e Critica del Valore. Inoltre il notevole articolo di Anselm Jappe Decrescenti, ancora uno sforzo…!. [&#8230;]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>[&#8230;] 1. Cf. L’economia della “ciambella”: come rendere operativa la sostenibilità , dove ancora una volta si intravede nella ingannevole proposta di “sviluppo sostenibile”, del tutto interna al sistema, la panacea dei mali della società capitalistica. Una nota a parte, a questo proposito, merita, crediamo, il pensiero della decrescita. Nella sua versione “grillina” o comunque istituzionalizzata, rappresenta senz’altro l’ennesimo utile contributo al mantenimento dello status quo. Tuttavia, al suo interno ci sono probabilmente aspetti potenzialmente molto eversivi per il sistema, da non sottovalutare e anzi da guardare con attenzione. Sulla decrescita e le sue potenzialità, cf. Recuperare il concetto di limite, e anche Che cos’è la Decrescita e Uscire dall’economia. Prove di dialogo fra Decrescita e Critica del Valore. Inoltre il notevole articolo di Anselm Jappe Decrescenti, ancora uno sforzo…!. [&#8230;]</p>
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		Di: Caddeo Sandro		</title>
		<link>https://anatradivaucanson.it/critica-delleconomia/decrescenti-ancora-uno-sforzo/comment-page-1#comment-807</link>

		<dc:creator><![CDATA[Caddeo Sandro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Sep 2020 17:48:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Sono ormai da anni che io ho ripreso la mia vita da quando sono uscito da pensionato nella fabbrica dove lavoravo. Lavorare in fabbrica è una cosa, e fare il pensionato è un&#039;altra cosa. Abbiamo come pensionati più tempo per riprendere gli studi, e nello stesso tempo, continuare a rivedere la propria vita, con tutte le ricchezze che abbiamo imparato e nello steso tempo gli errori che abbiamo commesso. Siamo esseri umani e questo ce lo dobbiamo ricordare sempre. Rivedendo la mia vita, anche grazie ad un grande economista francese, Maurice Allais, che non era comunista come lo ero io, ma era liberale, ho imparato moltissimo, anche perchè dai suoi studi ho riportato la statistica delle ore medie annue dal 1950 fino al 2008. Grazie a questa statistica ho potuto verificare che dal 1950 al 1974 la media annua delle ore di lavoro in Francia, e poi questo l&#039;ho verificato anche in Italia, è stato costante, ma poi dopo il 1974 dal punto di vista delle ore di disoccupazione medie annue, questa disoccupazione è andata, prima lentamente e poi sempre più rapidamente aumentando fino a impennarsi all’infinito, come se le ore di lavoro tendessero all&#039;infinito. Non intendo soffermarmi su questo punto perchè sono stanco di sentire e di leggere le questioni di natura sociale ed economica, come se fossero un romanzo. Ma posso solo soffermarmi alle questioni riguardanti in modo particolare la Fiat. Nel 1980, dopo che negli anni 70 abbiamo raggiunto il paradiso per quanto riguarda i valori scritti nella nostra Costituzione, che siamo riusciti, grazie alle generazioni precedenti di trasformare quei valori in grandi riforme che non ho bisogno di ricordarvi, e che proprio a causa delle vicenda Fiat quelle riforme sono state di fatto cancellate e oggi, grazie alla Pandemia esplosa nel nostro Paese e nel mondo intero, possiamo proprio avere a disposizione tutto quello che è stato cancellato e che oggi dovremmo riprendere con tutte le nostre forze. La decrescita non è una invenzione. La decrescita è una necessità terribilmente importante senza la quale il nostro mondo, che sta morendo da troppi anni, e questo per il nostro Paese lo stiamo vedendo dal 1974, per le ragioni che ho scritto. Sono di sinistra, ho militato nel Partito Comunista Italiano, sono sempre stato iscritto alla Cgil, e lo sono ancora come pensionato. La destra di questo Paese dal momento in cui vi è stata la sconfitta dei lavoratori della Fiat, ha ripreso le nostre vittorie, le ha cancellate. E oggi, proprio grazie al Corona Virus le stiamo capendo tutti, nessuno escluso. Che la società capitalista stia morendo da troppi anni, e per quanto mi riguarda, sta morendo dal 1974, nessuno può pensare che si continui ad avere questa società che come tutte le precedenti, dopo aver fatto la sua strada come tutti noi esseri umani, alla fine muore, e anche questa società sta morendo. Sono da molti anni che sto rivedendo questa questione che è fondamentale. Nessuno di noi può pensare di vivere per l&#039;eternità, così come questa società che è nata dalla Rivoluzione industriale, anche se ancora oggi abbiamo pezzi delle società precedente, che spesso ci dimentichiamo quali erano, e ci sono ancora. Nel nostro mondo pezzi delle vecchie società ed anche nella nostra società che dice di essere democratica, ha alcuni pezzi di situazioni che sono ancora del medioevo. E tutto quello che sta accadendo oggi nel mondo lo dimostrano, anche nel nostro paese. Non sono per niente d&#039;accordo che la destra e la sinistra siano la stessa cosa. La destra è sempre stata un pensiero del passato che non guarda mai al futuro. La sinistra invece, anche se da molti anni è stata sconfitta, soprattutto nel mondo occidentale, ed in modo particolare negli Stati Uniti d&#039;America, ha sempre guardato al futuro. Il mondo è cambiato moltissimo. Nessuno può pensare di cancellare la memoria, la nostra storia. Chi parla di sinistra in Italia deve ricordarsi che il Partito Comunista Italiano è stato sciolto dopo la morte di Enrico Berlinguer. Il PD non è un Partito di Sinistra, è solo un partito che pensa solo a governare, ma è nello stesso tempo un partito conservatore. I partiti che siedono in Parlamento oggi, sono partiti che non stanno guardando al futuro e non sono in condizioni di reggere nemmeno il presente. Chi pensa che grazie a personaggi politici che non conoscono nemmeno la storia del nostro Paese e che si dimenticano perfino quello che accade ieri, dimostra chiaramente che una cosa è fare il politico e altra cosa è guardare al futuro di un Paese, di un continente, di un mondo fatto di esseri umani, di cui una parte fondamentale non sa nemmeno che cosa sia uno Stato, non democratico, ma uno stato a prescindere. Sono ormai da troppi anni che stiamo consumando le risorse che abbiamo nel nostro pianeta, e ormai la questione non è quella di fare politica per mettere altre persone nelle stanze dei bottoni. La questione vero che abbiamo oggi è quello di salvare il nostro pianeta, senza il quale nessuno domani potrà salvarsi. Le altre questioni che riguardano il futuro del pianeta, io non le conosco, ma se non fermiamo questa guerra contro l&#039;umanità, le nostre future generazioni non ci saranno, e le stiamo uccidendo noi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono ormai da anni che io ho ripreso la mia vita da quando sono uscito da pensionato nella fabbrica dove lavoravo. Lavorare in fabbrica è una cosa, e fare il pensionato è un&#8217;altra cosa. Abbiamo come pensionati più tempo per riprendere gli studi, e nello stesso tempo, continuare a rivedere la propria vita, con tutte le ricchezze che abbiamo imparato e nello steso tempo gli errori che abbiamo commesso. Siamo esseri umani e questo ce lo dobbiamo ricordare sempre. Rivedendo la mia vita, anche grazie ad un grande economista francese, Maurice Allais, che non era comunista come lo ero io, ma era liberale, ho imparato moltissimo, anche perchè dai suoi studi ho riportato la statistica delle ore medie annue dal 1950 fino al 2008. Grazie a questa statistica ho potuto verificare che dal 1950 al 1974 la media annua delle ore di lavoro in Francia, e poi questo l&#8217;ho verificato anche in Italia, è stato costante, ma poi dopo il 1974 dal punto di vista delle ore di disoccupazione medie annue, questa disoccupazione è andata, prima lentamente e poi sempre più rapidamente aumentando fino a impennarsi all’infinito, come se le ore di lavoro tendessero all&#8217;infinito. Non intendo soffermarmi su questo punto perchè sono stanco di sentire e di leggere le questioni di natura sociale ed economica, come se fossero un romanzo. Ma posso solo soffermarmi alle questioni riguardanti in modo particolare la Fiat. Nel 1980, dopo che negli anni 70 abbiamo raggiunto il paradiso per quanto riguarda i valori scritti nella nostra Costituzione, che siamo riusciti, grazie alle generazioni precedenti di trasformare quei valori in grandi riforme che non ho bisogno di ricordarvi, e che proprio a causa delle vicenda Fiat quelle riforme sono state di fatto cancellate e oggi, grazie alla Pandemia esplosa nel nostro Paese e nel mondo intero, possiamo proprio avere a disposizione tutto quello che è stato cancellato e che oggi dovremmo riprendere con tutte le nostre forze. La decrescita non è una invenzione. La decrescita è una necessità terribilmente importante senza la quale il nostro mondo, che sta morendo da troppi anni, e questo per il nostro Paese lo stiamo vedendo dal 1974, per le ragioni che ho scritto. Sono di sinistra, ho militato nel Partito Comunista Italiano, sono sempre stato iscritto alla Cgil, e lo sono ancora come pensionato. La destra di questo Paese dal momento in cui vi è stata la sconfitta dei lavoratori della Fiat, ha ripreso le nostre vittorie, le ha cancellate. E oggi, proprio grazie al Corona Virus le stiamo capendo tutti, nessuno escluso. Che la società capitalista stia morendo da troppi anni, e per quanto mi riguarda, sta morendo dal 1974, nessuno può pensare che si continui ad avere questa società che come tutte le precedenti, dopo aver fatto la sua strada come tutti noi esseri umani, alla fine muore, e anche questa società sta morendo. Sono da molti anni che sto rivedendo questa questione che è fondamentale. Nessuno di noi può pensare di vivere per l&#8217;eternità, così come questa società che è nata dalla Rivoluzione industriale, anche se ancora oggi abbiamo pezzi delle società precedente, che spesso ci dimentichiamo quali erano, e ci sono ancora. Nel nostro mondo pezzi delle vecchie società ed anche nella nostra società che dice di essere democratica, ha alcuni pezzi di situazioni che sono ancora del medioevo. E tutto quello che sta accadendo oggi nel mondo lo dimostrano, anche nel nostro paese. Non sono per niente d&#8217;accordo che la destra e la sinistra siano la stessa cosa. La destra è sempre stata un pensiero del passato che non guarda mai al futuro. La sinistra invece, anche se da molti anni è stata sconfitta, soprattutto nel mondo occidentale, ed in modo particolare negli Stati Uniti d&#8217;America, ha sempre guardato al futuro. Il mondo è cambiato moltissimo. Nessuno può pensare di cancellare la memoria, la nostra storia. Chi parla di sinistra in Italia deve ricordarsi che il Partito Comunista Italiano è stato sciolto dopo la morte di Enrico Berlinguer. Il PD non è un Partito di Sinistra, è solo un partito che pensa solo a governare, ma è nello stesso tempo un partito conservatore. I partiti che siedono in Parlamento oggi, sono partiti che non stanno guardando al futuro e non sono in condizioni di reggere nemmeno il presente. Chi pensa che grazie a personaggi politici che non conoscono nemmeno la storia del nostro Paese e che si dimenticano perfino quello che accade ieri, dimostra chiaramente che una cosa è fare il politico e altra cosa è guardare al futuro di un Paese, di un continente, di un mondo fatto di esseri umani, di cui una parte fondamentale non sa nemmeno che cosa sia uno Stato, non democratico, ma uno stato a prescindere. Sono ormai da troppi anni che stiamo consumando le risorse che abbiamo nel nostro pianeta, e ormai la questione non è quella di fare politica per mettere altre persone nelle stanze dei bottoni. La questione vero che abbiamo oggi è quello di salvare il nostro pianeta, senza il quale nessuno domani potrà salvarsi. Le altre questioni che riguardano il futuro del pianeta, io non le conosco, ma se non fermiamo questa guerra contro l&#8217;umanità, le nostre future generazioni non ci saranno, e le stiamo uccidendo noi.</p>
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